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chiesa pieve

NOTIZIE STORICHE:

VI - XVIII:

Le memorie più remote annoverano per la Terra Fractarum due chiese: una Pieve e una Rettoria. Anteriormente a queste due chiese la cura delle anime era svolta direttamente dai Monaci di Ravenna che si erano stabiliti nella zona conventuale di Fonte Avellana, San Lorenzo in Campo e Fratte, ossia in tutta la Ravignana con i rispettivi vasti possedimenti. Dai resoconti delle visite pastorali dei Vescovi di Fossombrone risulta, inoltre, che prima del XVIII secolo nel territorio del castello di Fratte erano officiate sette chiese dedicate rispettivamente: alla Beata Vergine Assunta, detta anche della Madonna di Castagneto, a San Giorgio Martire, a San Giovanni Battista, a Santa Lucia, a San Michele Arcangelo (l'unica dentro il Castello), alla Madonna della Misericordia e alla Beata Vergine del S. Rosario.

1029 - 1029:

La tradizione riferisce che un malandrino trovò una rozza immagine della Vergine nel bosco di castagni che esisteva a circa metà strada fra la Parrocchiale di Santa Vittoria e il Castello di Fratte Rosa. Il brigante, fu lui stesso il primo segno miracolistico dell'Icona: abbandonata la vita di vendette e di rapine, spese il resto dei suoi giorni a propagandare il culto di quell'effige rinvenuta su un tronco di castagno. Non possediamo la fonte sulla quale si sostiene la tradizione ma, da documenti d'archivio, sappiamo che i frattesi, ravvisando nel rinvenimento della statua un segno di particolare predilizione della Vergine, decisero di erigere nel castagneto un piccolo tempio a Lei dedicato. Così la chiesa di Santa Maria in Castagneto fu eretta dal popolo nell'anno 1029; aveva in tutto tre altari. Il parroco portava il titolo di Vicario dell'Abate di Classe.

1710 - 1713:

La chiesa attuale di Santa Maria in Castagneto risale al primo scorcio del '700. Venne concordata la sua erezione in seguito a una seduta conciliare dei membri della Compagnia del S. Rosario, tenuta il 10 agosto del 1710. Doveva sorgere dove si trovava allora la piccola chiesa della stessa Compagnia; tutt'ora possiamo osservare le vestigia incorporate nella parete che dà sulla strada, su cui compare anche la traccia di un arco a tutto sesto. La popolazione contribuì generosamente alla costruzione della nuova chiesa. Nel 1710 la vecchia Pieve fu demolita e vennero gettate le fondamenta della nuova; nel 1713 l'opera era già completata e il 5 novembre dello stesso anno la statua della Madonna fu traslata con grande solennità.

1784 - 1784:

Nel 1784 ad opera del Priore Don Domenico Mondelci vennero eseguiti alcuni lavori di rilevante importanza che riguardarono: il restauro della facciata, la posa del pavimento, l'aggiunta di un sepolcro per i sacerdoti, la recinzione del presbiterio con balaustra, la realizzazione dell'altare maggiore con ciborio in marmo, l'esecuzione dei dipinti che adornano le pareti laterali del presbiterio (uno raffigurante San Vincenzo Ferreri e Sant'Emidio), il battistero, gli altari del Crocifisso e di Sant'Antonio e le due cantorie. Prima di essere riaperta al culto la chiesa fu di nuovo benedetta dal Vescovo Diocesano, Mons. Felice Paoli, come testimonia la lapide sopra la porta maggiore.

1826 - 1826:

Un manoscritto del 1826 riporta che, a un secolo dalla sua costruzione, la chiesa era già in cattivo stato, avendo sofferto per il terremoto del 1781 e per l'incendio del 1810.

1900 - 1925 (completamento elementi decorativi):

Del primo '900 sono le opere plastiche che ornano il transetto, il tiburio e la cupola realizzate dall'artista locale Igino Guerrieri.

1966 - 1966 (rifacimento pavimento):

Come ricorda una lapide fissata a parete nel presbiterio, il pavimento attuale fu posto in opera nel 1966 con pregiati marmi di Chiampo.

1997 - 2000 (restauro):

Più recentemente, la chiesa ha subito alcuni interventi di restauro conseguenti ai danni provocati dal terremoto del 1997.

DESCRIZIONE:

La chiesa è un monumentale edificio che si erge su uno spiazzo fiancheggiante la strada che conduce al Castello di Fratte Rosa. Realizzata con struttura in muratura mista di elementi in laterizio e conci in pietra, la chiesa lascia faccia a vista il paramento murario settecentesco e, sul fianco sinistro, la muratura in laterizio che faceva parte della precedente chiesa di origine medievale. Sullo stesso fianco, in corrispondenza del transetto, si trova un portale con porta a due battenti, attualmente non più in uso come ingresso secondario. Sul retro dell'edificio si innestano il volume a pianta rettangolare dell'abisde e il complesso dei locali della sagrestia e della ex casa parrocchiale. A destra dell'abside si erge il campanile a quattro fornici centinati, con struttura in conci di pietra e copertura a padiglione in coppi di laterizio. La facciata della chiesa, nella sua essenzialità, si mostra caratterizzata dal prevalere del paramento in cotto su quello in pietra, suddiviso in sei settori rettangolari dall'intersecarsi di quattro lesene a tutta altezza con una cornice marcapiano, semplicemente modanata, che si inserisce a oltre metà facciata. Tra le lesene interne sono compresi il portale principale, con coronamento a volute e breve cornice curveggiante, e, più in alto, un finestrone cieco con doppia ghiera di mattoni. A concludere, in alto, il fronte è un timpano triangolare con una piccolissima apertura al centro. La chiesa ha pianta rettangolare con sezione che si restringe in alto, sui fianchi laterali, in corrispondenza degli speroni in muratura tra i quali sono compresi i quattro finestroni che illuminano la navata interna. Passando per un'antica bussola lignea, si accede all’interno della chiesa che si sviluppa longitudinalmente nei tre settori della navata, del transetto e del presbiterio, individuati tramite gruppi di snelle colonne lisce su alto piedistallo. Le colonne hanno capitello a volute con ghirlanda; variamente assemblate a gruppi di tre o accoppiate a un pilastro centrale, sorreggono una trabeazione con fregio liscio che percorre tutto il perimetro interno della chiesa. Il partito architettonico-decorativo, pur nella sua semplicità stilistica, conferisce una certa solennità all'atmosfera interna dell’edificio, dando al contempo ritmo e movimento spaziale. La navata è suddivisa in due campate quadrangolari coperte con volte a vela; presenta su ogni lato due altari realizzati in stucco dedicati a Sant’Antonio abate, a Gesù Crocifisso, a Santa Maria Santissima del Carmine e alla Vergine Santissima del Rosario. Un grandioso arco trionfale ci introduce al transetto con bracci inscritti nel perimetro della chiesa, illuminati da due finestroni in alto; sulle pareti laterali troviamo affissi in modo speculare due parapetti in legno dipinto ad andamento mistilineo, dei quali quello di destra si configura come cantoria ospitante l’organo con mostra in legno sagomato. Un secondo imponente arco trionfale precede il presbiterio dominato al centro dall'altare maggiore in marmi policromi e, sulla parete di fondo, dal monumentale complesso architettonico delle due colonne con frontone triangolare; al centro troviamo, entro nicchia, la venerata statua della Madonna con Bambino. Il tutto è coronato da una cornice raggiata e dorata con testine alate, inserita a parete tra timpano e volta a botte. Infine, sulla parete dietro l'altare, nascosta alla vista, si apre la porta che conduce alla sacrestia.

Fonte battesimale:

Il vecchio fonte battesimale in marmo si trova all'ingresso della chiesa, murato a parete sul lato sinistro della controfacciata, a rappresentare simbolicamente il sacramento che introduce nella comunità cristiana.

Facciata:

La facciata della chiesa, nella sua essenzialità, si mostra caratterizzata dal prevalere del paramento in cotto su quello in pietra, suddiviso in sei settori rettangolari dall'intersecarsi di quattro lesene a tutta altezza con una cornice marcapiano, semplicemente modanata, che si inserisce a oltre metà facciata. Tra le lesene interne sono compresi il portale principale, con coronamento a volute e breve cornice curveggiante, e, più in alto, un finestrone cieco con doppia ghiera di mattoni. A concludere, in alto, il fronte è un timpano triangolare con una piccolissima apertura al centro.

Struttura:

Realizzato con struttura in muratura mista di elementi in laterizio e conci in pietra, esternamente l'edificio lascia faccia a vista il paramento murario settecentesco e, sul fianco sinistro, la muratura in laterizio che faceva parte della precedente chiesa di origine medievale.

Interno:

Passando per un'antica bussola lignea, si accede all'interno della chiesa che si sviluppa longitudinalmente nei tre settori della navata, del transetto e del presbiterio, individuati tramite gruppi di snelle colonne lisce su alto piedistallo. Le colonne hanno capitello a volute con ghirlanda; variamente assemblate a gruppi di tre o accoppiate a un pilastro centrale, sorreggono una trabeazione con fregio liscio che percorre tutto il perimetro interno della chiesa. Il partito architettonico-decorativo, pur nella sua semplicità stilistica, conferisce una certa solennità all'atmosfera interna dell'edificio, dando al contempo ritmo e movimento spaziale. La navata è suddivisa in due campate quadrangolari coperte con volte a vela; presenta su ogni lato due altari realizzati in stucco dedicati rispettivamente: a Sant'Antonio abate, con la statua del Santo inserita entro nicchia; a Gesù Crocifisso; a Santa Maria Santissima del Carmine, col quadro della Vergine con San Carlo Borromeo; e alla Vergine Santissima del Rosario, col dipinto raffigurante Maria Vergine con San Pietro Martire, San Filippo Neri e Santa Caterina da Siena. Un grandioso arco trionfale ci introduce al transetto con bracci inscritti nel perimetro della chiesa, illuminati da due finestroni in alto; sulle pareti laterali troviamo affissi in modo speculare due parapetti in legno dipinto ad andamento mistilineo, dei quali quello di destra si configura come cantoria ospitante l'organo con mostra in legno sagomato. La volta a vela del transetto è riccamente ornata con dipinti murali a motivi vegetali e con stucchi, inseriti nei pennacchi, che raffigurano gli animali simbolo dei quattro Evangelisti, portati in gloria da angeli festanti. Un secondo imponente arco trionfale precede il presbiterio dominato al centro dall'altare maggiore in marmi policromi e, sulla parete di fondo, dal monumentale complesso architettonico delle due colonne con frontone triangolare che mette degnamente in risalto la presenza della venerata statua della Madonna con Bambino; questa è collocata all'interno di una nicchia centinata, chiusa da una cornice vetrata riccamente lavorata. Il tutto è coronato da una cornice raggiata e dorata con testine alate, inserita a parete tra timpano e volta a botte; al centro presenta un'apertura ovale in corrispondenza della finestra che, assieme ad altre due finestre laterali, illumina l'abside. Complessivamente, dunque, sono nove le finestre che garantiscono l'illuminazione naturale dell'edificio. A ornamento dell'abside sono anche due quadri, sulla pareti laterali, raffiguranti rispettivamente San Vincenzo Ferreri e Sant'Emidio vescovo. Sulla parete dietro l'altare, nascosta alla vista, si apre la porta che conduce alla sacrestia.

Adeguamento liturgico:

Presbiterio - intervento strutturale (1970)
In seguito alla riforma liturgica del Concilio Vaticano II, l'antico altare maggiore in marmi policromi è stato diviso in due parti, scorporando la mensa dal dossale, in modo da consentire al celebrante il rito eucaristico di volgersi verso l'assemblea dei fedeli.